Una collaborazione internazionale che coinvolge gruppi di ricerca di primo piano nel campo dei
materiali quantistici, che include due docenti del Dipartimento di Fisica dell’Università degli Studi
di Salerno (Carmine Ortix e Maria Teresa Mercaldo), guidata da Mario Cuoco del gruppo
salernitano dell’Istituto SPIN del CNR, di cui fa parte anche Luciano Jacopo D’Onofrio, e da
Federico Mazzola dall’Università degli Studi di Padova, ha scoperto un nuovo e straordinario
fenomeno, ora denominato Effetto MISOH (Multipolar-Induced Spin–Optical Helicity effect).
Lo studio, pubblicato su Advanced Materials, descrive un meccanismo sorprendente: nei materiali
analizzati, la luce genera elettroni la cui orientazione dello spin è determinata direttamente
dall’elicità della luce – il “verso di rotazione” dei fotoni. Questa risposta codifica informazioni
profonde sull’organizzazione elettronica interna del materiale, offrendo nuove prospettive oltre le
interazioni luce-materia tipiche dei magneti tradizionali.
Oltre alla sua rilevanza fondamentale, il risultato suggerisce anche un nuovo paradigma per
l’elettronica, che i ricercatori definiscono “multipolartronica”. Mentre l’elettronica tradizionale si
basa sulla carica e la spintronica sfrutta lo spin degli elettroni, la “multipolartronica” utilizza le più
ricche strutture spin–orbitali multipolari rivelate dall’Effetto MISOH. Questa scoperta apre la strada
a una nuova generazione di dispositivi, in cui l’informazione viene codificata direttamente nelle
loro più ricche e complesse strutture elettroniche multipolari. Questo approccio innovativo alla
gestione dei dati potrebbe dare origine a tecnologie più veloci, più efficienti dal punto di vista
energetico e dotate di funzionalità del tutto nuove, con applicazioni che spaziano da sensori ad
altissima sensibilità a sistemi avanzati per l’elaborazione dell’informazione.
L’articolo completo è disponibile al seguente riferimento: F. Mazzola, et al., “Anomalous Spin-
Optical Helical Effect in Ti-Based Kagome Metal,” Advanced Materials (2026): e22533.
https://doi.org/10.1002/adma.202522533
Pubblicato il 27 Marzo 2026
